La visura catastale

Se negli ultimi anni avete attivato una nuova utenza elettrica o idrica, la ditta fornitrice vi ha richiesto i riferimenti catastali dell’immobile cui si riferisce, sulla base di nuove indicazioni normative.

Molti si trovano un po’ spaesati di fronte a questa richiesta, non sapendo bene quali siano i dati richiesti. I riferimenti catastali sono una sorte di codice numerico con cui vengono individuati tutti gli immobili esistenti (terreni o fabbricati) all’Agenzia del Territorio, o come viene più comunemente indicato secondo la vecchia dizione, al Catasto.

Ma i riferimenti catastali sono solo una parte di una sorta di carta di identità dell’immobile chiamata visura catastale.

La visura catastale è un documento rilasciato dall’Agenzia del Territorio, su richiesta del proprietario dell’immobile o di terzi, assolutamente indispensabile in casi di compravendita dell’immobile, ma anche per richiedere autorizzazioni edilizie. La visura catastale può essere ‘aggiornata’, cioè con i dati attuali dell’immobile, o storica che riporta tutte le variazioni che si sono succedute, sia per quanto riguarda i proprietari che per le modifiche all’immobile.

visura catastale

(clicca per ingrandire)

Da questa immagine prelevata da  www.visureinrete.it possiamo vedere le varie parti che compongono la visura catastale nel caso di un fabbricato:

La data di rilascio della visura, che identifica lo stato dell’immobile a quella data;

  • Il Comune su cui insiste l’immobile
  • I riferimenti catastali (sezione, foglio, particella, subalterno)
  • La categoria dell’immobile (A/10 per gli uffici, le restanti categorie A/* per gli appartamenti o ville, C/1 per i negozi, ecc.).
  • La classe, ossia all’interno della stessa categoria catastale, il grado distintivo di valore
  • La consistenza, espressa in numero dei vani (stanze) per gli appartamenti, ed in metri quadri per le altre categorie di immobili.  La consistenza è attualmente oggetto di discussione in parlamento, per cui una riforma catastale vorrebbe portare anche per gli appartamenti la misura in metri quadri
  • La superficie catastale, ossia i metri quadri commerciali dell’immobile inclusi i muri
  • La rendita catastale, ossia il valore di base su cui poi vengono calcolate le imposte. Originariamente questo valore doveva corrispondere al costo medio di un mese di affitto per la tipologia di immobile. Anche la rendita catastale è oggetto della riforma catastale prima citata, per cui si ipotizza che la rendità dovrà rispecchiare i reali valori di mercato
  • L’indirizzo dell’immobile, spesso non molto affidabile
  • Le annotazioni sull’immobile, per esempio cosa ha portato alle ultime modifiche

Sotto questi dati che riguardano l’immobile inizia l’elenco dei proprietari, con indicazione della data è dei riferimenti all’atto che hanno portato al trasferimento di proprietà.

Come richiedere la visura catastale

La visura catastale può essere richiesta all’Agenzia del Territorio,  presso agenzie che svolgono questo servizio, così come presso gli uffici postali, o tramite servizi online.

La ricerca può essere richiesta per immobile (indicando i riferimenti catastali) o per soggetto (indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici di almeno un proprietario).

Anche se non dobbiamo vendere il nostro immobile o non cambiamo utenze è molto importante avere la visura catastale per verificarne la correttezza dei dati. Dalla rendita catastale infatti vengono calcolate tutte le imposte sulla proprietà degli immobili (IRPEF, IMU, TASI) ed un dato errato può portare ad atti di accertamento delle imposte, a cui poi toccherà al proprietario l’onere della prova in caso di dati errati.

La visura catastale ultima modifica: 2017-04-05T17:31:53+00:00 da Risparmiainrete

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