Cambiare banca? Da oggi è più rapido e facile

Cambiare conto corrente oggi è più semplice, ma gli italiani restano immobili. Questo è quanto rivela un’indagine condotta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

A partire dallo scorso 25 giugno è entrata in funzione la procedure semplificata che permette ai correntisti italiani di trasferire il proprio conto da un’azienda di credito a un’altra, rapidamente (max 12 giorni, altrimenti scatta un indennizzo per il correntista) e in tutta sicurezza. Lo studio del Garante, tuttavia, dimostra la scarsa mobilità degli italiani in fatto di conti correnti. La percentuale di soggetti che sfrutta questo nuovo dispositivo, volto a ridurre e a semplificare le pratiche burocratiche per cambiare banca, si attesta intorno al 12%. Un tasso di mobilità molto basso, in linea con quello degli anni precedenti, quando la prassi per il trasferimento del conto corrente era indubbiamente più complessa, lenta e articolata. Il dato si riferisce anche al semplice passaggio tra un conto “tradizionale” e un conto online, magari offerto dalla medesima banca.

L’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non specifica le ragioni della scarsa propensione degli italiani a cambiare istituto di credito, ma non è da escludere che alla base di questo immobilismo ci sia la scarsa conoscenza delle nuove norme che regolano il trasferimento dei conti correnti. Alla notizia riguardante l’attivazione di questo dispositivo i media tradizionali hanno fornito veramente poco spazio.

Esperti del settore e addetti ai lavori evidenziano un altro elemento in grado di spiegare l’immobilismo degli italiani in ambito bancario: le poche differenze tra le offerte promosse delle aziende di credito. Un fattore oggettivo che, tuttavia, permette ugualmente qualche interessante eccezione. Un esempio? Il conto online di My Unipol Banca che alla digitalizzazione delle operazioni di sportello, completamente gratuite e attivabili anche da smartphone e tablet, affianca un’assicurazione sanitaria, promossa da UniSalute.

Evidenze empiriche, inoltre, dimostrano che il costo medio di un conto online è molto più basso di uno “tradizionale”. Da uno studio sull’ISC, ossia l’Indicatore Sintetico di Costo, emerge che un correntista di una banca “tradizionale” spende annualmente, tra bolli e commissioni, circa 100 euro. Chi utilizza un conto online, invece, poco meno di 16 euro. E si tratta di una media, perché alcune “banche digitali” azzerano realmente le spese relative ai conti correnti.

Cambiare banca? Da oggi è più rapido e facile ultima modifica: 2015-10-13T17:05:45+00:00 da Risparmiainrete

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